Clinamen

Concorso di idee per la realizzazione di una prigione ideale nel deserto dell'Arizona

Secondo la teoria del clinamem , delineata da Lucrezio nel De Rerum Natura, Ogni particella minima di materia nel suo movimento di caduta verso il basso è dotata della facoltà di deviare la propria traiettoria in un momento indefinito.

Allo stesso modo gli uomini  hanno la possibilità di cambiare direzione in base ad un impulso primario che viene dall’animo, di contrastare  l’inerzia opposta dalla materia, di frenare gli impulsi negativi indotti dall’esterno, ad esempio quelli egoistici esasperati della società capitalistica.

 

L’obiettivo del progetto è quello di pensare ad una spazialità capace di arrivare all’animo dell’individuo in modo diretto e profondo, di educarlo “secondo natura” , valorizzando e sfruttando al meglio il paesaggio nel quale l’architettura si inserisce, di innescare un meccanismo di sublimazione.

Secondo Freud tale meccanismo sposta una pulsione sessuale o aggressiva verso una meta non sessuale o non aggressiva, generando un’ elevazione spirituale.

Il sublime è una categoria sostanzialmente diversa dal bello, è tutto ciò che produce in modo simultaneo e contrastante le sensazioni di terrore ed estasi, può essere definito come  "delightful horror".

Kant sostiene che il sublime abbia una funzione educativa:  al piacere negativo che nasce al cospetto di forze incontrollabili , provoca un'intensità di sensazioni che rinnova l'intera dinamica delle pulsioni umane  ristabilendo il valore della riconquista di sé da parte del soggetto senziente.

 Per innescare tale meccanismo di sublimazione abbiamo pensato di porre il detenuto in contatto visivo diretto con il paesaggio, di sfruttare il deserto come scenario e di creare un forte contrasto tra la sconfinata grandezza dell’orizzonte e la malinconica fragilità delle “rovine”, simbolo della finitezza dell’uomo.

Ed ecco che la rigida e soffocante struttura del panopticon si frantuma. Non vi è più un unico onnipresente e misterioso “sguardo” che vigila sui detenuti abbandonati ad una condizione di paralizzante terrore;  la prigione diventa un anfiteatro aperto al sublimante spettacolo della natura che invita l’uomo ad uscire dalla caverna platonica, ad aprire gli occhi sul mondo e su se stesso.

Dal punto di vista funzionale il progetto è pensato per essere completamente autosufficiente, essendo localizzato in un area molto isolata;  nei primi due livelli basamentali vi sono sia funzioni di carattere amministrativo (uffici, sale riunioni, residenze per il personale e per le famiglie dei detenuti ) che aree verdi,  mense, negozi, palestre, cappelle , reparti ospedalieri, e spazi polifunzionali per lo svolgimento di attività anche per i detenuti più meritevoli.

Nei tre piani superiori vi sono le celle vere e proprie che danno sul paesaggio desertico e su di una piattaforma sulla quale poggia un paesaggio metafisico in rovina.

Il nome del progetto ,CleanAmen,  ispirato alla teoria di Lucrezio,  pone l’accento sull’idea di pulizia spirituale. La parola amen può essere infatti  tradotta con “ educare”, “ciò che è stabile e fermo” “colei che apre”.

Clinamen

Concorso

Febbraio 2015