Diario di un’aspirante ritrattista #1: la danza del disordine

E’ bastata una notte insonne di troppo a far nascere in me questa nuova, tanto strampalata quanto improbabile ambizione, quella di diventare ritrattista.

Una notte fatta di pensieri su pattini a rotelle usurati, scoordinatamente dissipati in quella solita vecchia pista sempre un po troppo piccola.

Eppure, nonostante quel tumulto fatto di urla, risate isteriche, voli d’angelo piuttosto goffi, cadute ignoranti e ginocchia sbucciate, all'improvviso tutto mi è sembrato più chiaro.

In quel caos magmatico ho intravisto un principio di eleganza che aspettava solo di essere intuito, un ordine potenziale .

Sono sempre stata una persona eclettica, poliedrica, che ama fare tante cose, troppe, e che vive ogni giorno l’imminente dramma di dover scegliere qualcosa rinunciando a tutto il resto.

E in una di quelle tante notti in cui l’imminenza della scelta bussava pesantemente alla mia porta, ho avuto un’ illuminazione: il punto non è tanto il dover scegliere ma il riuscire a coordinare, a trasformare il tumulto in danza.

Esiste un fil rouge in quel “miscuglio di cose”, e quel fil rouge sono io, I miei occhi, Il mio sguardo.

Qualsiasi cosa faccia, progetti, crei, immortali, è il risultato di un atto interpretativo che vivo sempre con grande intensità , è un bisogno di scavare a fondo , e di osservare, capire, interpretare qualsiasi cosa.

Ciò che accomuna tutte le cose che faccio è la profondità.

E questo bisogno e ricerca di “profondità” è ciò che caratterizza l’arte contemporanea , in particolare, la l’arte del ritratto contemporaneo.

Per questo ho deciso di darmi a questa “disciplina”, nella speranza di trovarci l’occasione e l’opportunità di collegare e coordinare le mie svariate passioni, di trasformare il loro apparente disordine in danza, di fissare la loro sfuggente ombra in una forma stabile, così come fece la figlia del vasaio Butade Sicionio quando decise di tratteggiare con una linea l’ombra del volto del suo amante proiettata sul muro dal lume di una lanterna, nel tentativo disperato di trattenerne la presenza in vista della sua imminente partenza per la guerra. Questa romantica leggenda viene da molti associata alla nascita dell’arte.

J.B.Suvee Invention of art drawing 1793


“Nel ritratto si rintraccia molto sensibilmente sotto i nostri occhi la possibilità per noi di essere presenti”

J.L. Nancy


Ma che cosa si intende con "ritratto contemporaneo"? Quali sono i soggetti? Con che tecniche si rappresentano? Quali sono le finalità ed i campi di applicazione?

La questione è molto più complessa di quello che sembra ed il percorso che ho deciso di intraprendere non è semplice.

Ma una cosa è certa: lo affronterò con la dovuta profondità.

Un abbraccio.

Glomarì


Recent Posts
Archive