diario di un aspirante ritrattista #7: storie di silenzi.

Più e più volte mi è capitato di sentirmi dire: "ogni volta che visito un cimitero penso a te".

La cosa non mi disturba affatto, e nemmeno mi stupisce, perché lo ammetto, i cimiteri sono uno dei luoghi che preferisco in assoluto.


Adoro galleggiare nell'eloquenza di quel silenzio, perdermi in un luogo dove ho sempre lì'impressione di trovare qualcosa di dimenticato, nel profondo di me stessa.

Nei cimiteri riesco ad ascoltarmi meglio che in qualunque altro posto, a trovare un contatto profondo con quella sensazione che io chiamo di "sana nostalgia" dalla quale nasce ogni poesia,

La vera bellezza è fatta di inquietudine.

E' una donna che nasconde un segreto in uno dei tanti cassetti del suo sguardo.


Ritrarre dovrebbe essere come camminare in un cimitero: ascoltare la musica composta dai nostri passi nel calpestare la ghiaia, "accarezzare la pietra traducendo il suo alfabeto muto, scolpire su carta, con la delicatezza del pensiero, l'infinita e al contempo effimera essenza di un sentimento sull'orlo di un precipizio".





E poi quando meno te lo aspetti, lo vedi.

L'arcobaleno

Se non lo vedi

è perché hai gli occhi seduti.

Seduti di spalle.

Lui è la contraddizione.

È la pioggia

quando incontra il sole.

Lo sbadiglio delle nuvole.

Lo spigolo sporco

di una rivelazione.

Gloriamaria Gorreri

cimitero di Oropa


Recent Posts
Archive