Teatrino estivo

Allestimento temporaneo. Esperimeti di architettura autocostruita

"Erano anche strutture semplici, provvisorie; il tempo di un amore di mezza estate, di una stagione febbrile ed incerta, il teatro provvisorio, distrutto dall’autunno, che Cechov ha sapientemente progettato tra un gabbiano morto e un colpo di pistola. Era proprio un teatrino dove la vicenda si svolgeva all’interno della vita ma dove la vicenda teatrale,estiva, da tempo di vacanze, segnava la vita".
Autobiografia Scientifica, Aldo Rossi

Questo progetto non rappresenta solo un piccolo esperimento fatto da giovani architetti ispirati dalla pacata atemporalità dei tepori estivi ma una riflessione stessa sulla natura dell'architettura in quanto evento e teatro di eventi.

Il teatro viene preso come paradigma di un luogo in cui coesistono più realtà: quella concreta del pubblico e quella immaginifica degli artisti.
Questa coesistenza è possibile solo attraverso la delimitazione netta degli spazi.

La scena è luogo altro.
E nel tentativo di andare verso un esperienza pura, dove il limite e lo sfondo architettonico diventano incubatori di questa realtà, il nostro teatrino si fa' unicamente scena.
Lo spazio del pubblico diviene tutto ciò che non è al suo interno, il teatrino si pone come interferenza in un territorio che vive di regole sue, sospendendone la naturale vocazione per trasformarlo in uno spazio civile.

Questa traformazione è effimera.
La struttura, i materiali e l’idea stessa di un architettura-scena manifestano l’assoluta temporalità dell’oggetto che vive in funzione dell’adempimento dello spettacolo.
Il teatrino il giorno dopo viene distrutto.
L’essere un’architettura a durata non impedisce però un impegno civile; ma presuppone una presa di coscienza di quelle che sono le dinamiche di un luogo e del ritorno che questi dovrà fare alla propria vocazione originaria, dimenticandosi di quelle che furono le regole dettate dall’interferenza.

Teatrino estivo

Allestimento temporaneo

Agosto 2012, 2013